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Una domenica tra Sbarbatelle e Barberini

Domenica 6 Maggio 2018 è stata una domenica diversa dalle altre.
Domenica 6 Maggio si sono tenuti due eventi enoici.
Due eventi belli; due eventi genuini e di successo.
Due eventi in provincia di Asti.
Un aspetto da considerare, se si pensa che normalmente sono la Granda e la provincia di Torino i capofila di eventi enogastronomici di successo (si pensi a Vinum, alla Fiera del Tartufo Bianco d’Alba, a Regine e Re di Cuochi, etc).
La timida provincia di Asti fa parlare di sé raramente.
Ma quando lo fa, lo fa in grande stile.
Ed è di grande stile che oggi voglio scrivere, perché oggi parlo di una manifestazione tenutasi in una location degna di principi e principesse.
Sto parlando della seconda edizione di Sbarbatelle: giovani gemme, radici profonde, organizzata nell’incantevole cornice delle cantine dei Marchesi Alfieri a San Martino Alfieri.
Sbarbatelle è un evento organizzato dall’intraprendente Paolo Poncino di AIS Asti, e dedicato al lavoro e al vino di giovani produttrici vinicole italiane under 35: ne promuove la conoscenza, la passione, la forza di volontà e a volte anche il coraggio.
Perché essere una donna di successo oggi è possibile, ma non sempre facile.
Soprattutto nel mondo del vino.
Ma bisogna crederci fino in fondo perché, come ha raccontato la padrona di casa Giovanna di San Martino di San Germano in occasione dell’evento,

«il mondo del vino è molto adatto alla donna, è molto femminile» e ancora «educare dei figli e produrre del vino è più o meno la stessa cosa»

Così Sbarbatelle vuole far comprendere la forza del nuovo, il coraggio dei giovani, l’energia delle donne, che no, non sono “bamboccione”, o barbie. Anzi.
Sono imprenditrici di successo, sono mamme, sono sorelle, sono figlie.
Ma prima di tutto, sono Donne. Che ce l’hanno fatta, e vogliono gridarlo al mondo.

Il format, personalmente, totalmente riuscito racconta di una rete di imprenditoria al femminile italiana che non si fa la guerra, ma anzi è capace a cooperare, a darsi man forte.

Una rete che funziona, e che si amplia di anno in anno.

Quest’anno erano infatti 30 le giovani vignaiole, di rosso abbigliate, rispetto alle 15 della prima edizione. Ampliate anche le regioni di provenienza: non solo Piemonte, ma anche Veneto, Toscana, Val d’Aosta, Marche, Emilia Romagna.

Insomma, l’evento si presenta come una vetrina dedicata al vino “in rosa”, e si conferma come un successo in pubblico e organizzazione.

Entrando al castello, sorpassando gli accrediti, si presentavano subito le prime Sbarbatelle di Val d’Aosta e Piemonte, regioni comunicanti e amiche, così come amiche sono diventate le colleghe produttrici, che per l’occasione di spalleggiavano con i loro stand.

Il corridoio coperto termina, e si apre davanti agli occhi un percorso verde che indirizza alla seconda zona di degustazioni.

Davanti a me la primavera: secolari alberi, cespugli fioriti, il profumo del vino al naso, il vento caldo sulla mia pallida pelle.

Bambini che si rincorrono, genitori che si riposano sulle sdraio distribuite nel parco della tenuta.

Continuo la passeggiata tra rose, fiori rampicanti, e scorci mozzafiato e arrivo al cortile del Castello.

Alla destra, vasi di fragranti limoni danno il benvenuto agli ospiti, verso una prima sala di degustazioni.

L’eleganza regna sia qui sia nella seconda sala che si raggiunge attraversando il caldo cortile.

I vini degustati hanno un sapore in più: li gusto assaporando anche con gli occhi le meraviglie degli arredi.

Una giornata riuscita.

Nel meteo, che prevedeva pioggia e ha regalato un sole caldo e avvolgente.

Nell’organizzazione che non ha avuto mancanze.

Nelle produttrici scelte e nei loro vini, interessanti, nuovi e da tenere d’occhio per il futuro.

Le Sbarbatelle non deludono mail!

E la Domenica continua…

Due ore a Sbarbatelle, e poi si passa a Castagnole Lanze, dove si sta svolgendo la seconda giornata della 40° Festa della Barbera Di cortile in Cortile.

Vi ero già stata anni fa e voglio vedere se il coinvolgimento è lo stesso.

Alle ore 17 il paese è saturo di gente, colori, profumi e musica.

La sensazione è quella di una grande festa avvolgente.

Le persone sorridono e ridono e bevono.

Un sali e scendi per le stradine del paese alla scoperta delle varie corti che propongono cibarie e vini al bicchiere.

Mi sento felice.

Al cortile numero 13 mi fermo a salutare Gianni Doglia, moscatista  e padrone di casa, da cui assaggio il Moscato d’Asti docg Giostrina, ricco di pesca bianca e albicocca, dolce ma mai stucchevole, perfetto per quel caldo pomeriggio.

Perfetto dopo una passeggiata in salita per le vie del borgo, insomma.

Continuo la salita fra bambini che urlano, amici che brindano e i fumi della salsiccia che ancora cuoce.

Opto per un gelato, preparato con il Moscato d’Asti di Cascina Carlot.

Dissetante, rinfrescante, necessario!

Ad esso abbino un calice di MoSec, sempre di Cascina Carlòt: 70% Moscato e 30% Traminer, una combinazione riuscita, un vino fresco e persistente in bocca!

Castagnole Lanze regala scorci mozzafiato, aiutati anche dall’inaspettato bel tempo, che aveva permesso anche la sera prima un afflusso record. Tanto da aver terminato i calici (di plastica).

La provincia astigiana fa dunque il botto nel weekend, e si prepara a ripetere il successo con “A Bacca Bianca”, in programma per Domenica 10 Giugno.

 

VINI DA SEGNALARE

Spumante Brut Rosè Ventuno di Cà du Sindic; Piemonte, mi stupisce al naso e al palato.

Blanc de Noir Metodo classico Extra Brut Millesimato di Marchesi Alfieri (2014), Piemonte; ottima rappresentazione di Pinot Nero spumantizzato, lo preferisco forse più al palato che al naso.

Langhe Favorita doc, di Tibaldi (2017), Piemonte; la grande energia, la purezza e la sincerità delle sorelle le ritrovo nel calice. Ottimo!

Langhe Favorita doc Donna Costanza, di Malabaila di Canale (2017), Piemonte, fruttato e persistente.

Salidoro, Monferrato Bianco di Tenuta Santa Caterina (2016), Piemonte; rimango piacevolmente colpita, anche grazia alla leggenda che sta dietro al logo sull’etichetta.

Soave doc, di Corte Sant’Alda (2017 – 12,5 %), Veneto; vino pieno, buona struttura e consistenza.

Vallée d’Aoste Rouge Farouche, di Tanteune Marietta (2016 – 12,5 %),Valle d’Aosta; il vino fa solo passaggio in acciaio, ma è tosto come piace a me, e con una bella etichetta realizzata da Eugenia Mola di Larissé.

Barbera del Monferrato doc Zerolegno di Gaudio (2016 – 14%), Piemonte; da averne sempre una bottiglia in dispensa. Un Monferrato che ci piace quello della giovane Beatrice. Un vero e proprio bere cum gaudio.

Roero Riserva docg Braja, di Deltetto (2014), Piemonte, un vino ottimo e persistente in bocca; una rappresentazione egregia di un’annata che non tutti apprezzano. Un plauso anche per l’etichetta, che mi piace molto, elegante, semplice, esaustiva.

 

Fransi Mo